Chi deve occuparsi dei rifiuti in edilizia

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costruzione dei rifiuti

Generalmente, i lavori di edilizia comportano la produzione di una ingente quantità di rifiuti durante le diverse fasi del processo. Per questo motivo, è utile comprendere come funziona lo smaltimento e il recupero di tali scarti, al fine di rispettare le normative vigenti, nonché la salubrità dell’ambiente e dell’uomo. Ma, in concreto, chi deve occuparsi dei rifiuti in edilizia?

 

I rifiuti edili

 

La materia in questione è regolamentata da normative apposite che operano una distinzione tra le diverse tipologie di rifiuti e le fasi/procedure durante le quali vengono prodotti. L’obiettivo è non soltanto quello di andare ad individuare i soggetti responsabili dello smaltimento dei rifiuti edili e le procedure da seguire, ma anche favorire una responsabilizzazione delle imprese e dei cittadini in questo campo, al fine di razionalizzare le risorse e l’utilizzo dei materiali.

 

In particolare, si possono considerare rifiuti in edilizia tutti gli scarti che vengono generati durante i lavori che riguardano un edificio: si tratta, dunque, delle fasi di costruzione, ristrutturazione e demolizione.

 

Durante i differenti interventi edili, i CDW (Construction Demolition Waste – rifiuti da costruzione e demolizione) sono rappresentati da materiali molto diversi, come metalli, legno, plastica, laterizi, calcestruzzo, lapidi e così via. I diversi materiali sono classificati sulla base di un’apposita normativa europea, che li accomuna sotto la definizione univoca di rifiuti speciali.

 

La caratteristica di questo tipo di scarti riguarda il fatto che essi devono essere smaltiti separatamente dalle altre tipologie di rifiuti. All’interno dell’ampia categoria dei rifiuti CDW, poi, si distinguono le sottoclassi che individuano i materiali specifici, come il cemento, i mattoni, i metalli, le ceramiche, e così via.

 

Si può dire che è la demolizione, in particolare, a ricevere una maggiore attenzione da parte delle normative vigenti, che corredano i lavori in questione con tutele più ampie. Infatti, è soprattutto in questo momento che insorge il rischio di confondere tra loro tipologie di rifiuti diversi, i quali, viceversa, andrebbero classificati e smaltiti secondo procedure a sè stanti.

 

Questo spiega il motivo per cui è fondamentale, già in fase di lavoro sul campo, operare una separazione tra rifiuti diversi, così da individuare come e quando operare lo smaltimento. Si tratta di un concetto che le imprese specializzate in demolizioni hanno appreso da tempo, preferendo procedure di demolizione “selettiva”, che permettono di ottenere già da subito una separazione dei diversi materiali.

 

Chi deve occuparsi dei rifiuti in edilizia?

 

Chiarito cosa si intende per rifiuti edili e che questi sono sottoposti ad apposita disciplina per quanto riguarda il loro smaltimento, bisogna adesso chiedersi quali sono i soggetti responsabili di queste operazioni: il privato o l’ente pubblico che ha commissionato i lavori, o l’impresa di costruzione/demolizione?

 

Stando a quanto previsto dal Codice dell’Ambiente (il Decreto Legislativo 152/2006), la responsabilità in ordine allo smaltimento dei rifiuti provenienti da lavori edili ricade su chi ha prodotto le macerie, ossia, come recita la normativa, “la persona la cui attività ha prodotto rifiuti, cioè il produttore iniziale e la persona che ha effettuato operazioni di pretrattamento o di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione dei rifiuti”.

 

Ne deriva che, solitamente, è l’impresa incaricata della costruzione o della demolizione a doversi occupare dello smaltimento degli scarti. Su questa grava il compito di gestire per intero tutto la filiera che porterà alla eliminazione o al trattamento dei rifiuti edili.

Viceversa, se i lavori rientrano all’interno delle ipotesi in cui è possibile svolgere riparazioni o ristrutturazioni senza il ricorso ad un’impresa di costruzioni, è il privato ad organizzare direttamente le operazioni edili e, conseguentemente, a doversi occupare dello smaltimento dei relativi rifiuti.

 

In entrambi i casi, ciò comporta, innanzitutto, l’onere di organizzare il deposito in cantiere temporaneo, in apposite aree delimitate o in cassoni adibiti allo scopo di contenere i rifiuti speciali. Successivamente, bisognerà comunicare alle autorità pubbliche la tipologia di rifiuti prodotti e ottenere le relative autorizzazioni al loro trattamento.

 

Il passo successivo è quello di eseguire il trasporto dei rifiuti presso un apposito centro di raccolta e smaltimento: si tratta di imprese o enti autorizzati che sono iscritti nell’Albo dei Gestori Ambientali. Ciò significa che se l’impresa edile o il privato che ha eseguito in autonomia i lavori non sono dotati di tale autorizzazione, dovranno necessariamente delegare ad aziende specializzate la fase finale dello smaltimento.

 

Smaltimento dei rifiuti edili: adempimenti e costi da sostenere

 

Uno dei compiti principali che spettano al soggetto che deve occuparsi dei rifiuti in edilizia, a cui si è fatto prima cenno, concerne l’identificazione dei rifiuti. Ciò avviene attraverso l’importante adempimento rappresentato dalla compilazione del FIR (Formulario di identificazione dei rifiuti). Tale obbligo, però, sussiste solo quando si produce una quantità di scarti superiore ai 30 kg giornalieri.

 

All’interno di questo modulo dovranno essere indicate le origini dei materiali, la tipologia degli stessi, le modalità di trasporto prescelte, l’impianto che opera lo smaltimento e il tragitto seguito dai mezzi per operare il trasferimento fino all’ente di recupero.

 

Per quanto concerne i costi di smaltimento dei rifiuti edili, questi sono sempre a carico dell’azienda che effettua i lavori di costruzione. Invece, nel caso in cui i lavori sono eseguiti direttamente dal privato, posto che è questi a doversi occupare dello smaltimento, i relativi costi ricadranno su di lui.

 

In generale, le spese per smaltire i rifiuti edili dipendono dalla tipologia di materiale e dalla maggiore o minore distanza del cantiere rispetto al centro di smaltimento. Se la gestione di queste operazioni spetta al privato, è consigliabile delegare lo smaltimento ad imprese specializzate, richiedendo preventivi diversi per confrontare le relative tariffe.

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